sabato 15 luglio 2017

Abydos, Senworsret e i suoi "fratelli"...

Uno dei passaggi inclinati che porta all'accesso alla tomba di
Senworsret III (Foto: J. Wegner)
Le autorità egiziane sperano di aprire la tomba di Senwosret III, uno dei più famosi faraoni del Medio Regno, tra un anno o due. I visitatori potranno apprezzare, così, la maestria dei costruttori egiziani e degli architetti che hanno ideato e costruito la complessa sepoltura quasi 4000 anni fa.
La tomba di Senworsret III è stata datata al 1850 a.C. ed è la più grande di Abydos, una delle città più antiche dell'Egitto. Misura 200 metri in lunghezza e 45 metri in profondità. La sua architettura, a detta degli archeologi, è molto simile a quella delle piramidi e simbolicamente è la rappresentazione del viaggio dell'anima nell'aldilà.
Uno dei corridoi della tomba di Senworsret III
(Foto: J. Wegner)
L'ingresso della tomba è posto ad ovest, poiché il tramonto rappresenta la morte, e la struttura si srotola in complessi cunicoli sotterranei scavati al di sotto di una collina naturale anticamente conosciuta come la montagna di Anubis. Questa collina è volta ad oriente, dove il sole nasce e, pertanto, rappresenta simbolicamente la rinascita. La tomba ha diverse stanze con soffitti di sei metri di altezza e stretti corridoi con pietre di blocco. Per percorrere la struttura, gli archeologi, durante l'esplorazione, hanno dovuto scivolare letteralmente verso il basso. Alcune delle pietre che bloccavano il passaggio pesano dalle 40 alle 50 tonnellate, mentre l'aria all'interno era soffocante. I turisti, naturalmente, non dovranno strisciare come serpenti per visitare la sepoltura: sono state approntate scale con corrimano, luci ed un sistema di ventilazione adeguati. Sono stati anche rimossi i detriti che rendevano difficile il passaggio.
La sepoltura è stata scoperta ed esplorata da Arthur Weigall nel 1901, ma fu scavata sistematicamente solo nel 2005, anno in cui è stato anche operato il restauro della struttura. La tomba è priva di decorazioni alle pareti, al suo interno è stata rivestita di calcare di Tura e quarzite rossa di Aswan. La camera funeraria conteneva i resti del sarcofago in granito e dei vasi canopi del faraone ed era protetta da un complesso sistema di massicci blocchi di pietra e di particolari accorgimenti architettonici che servivano a celare il più possibile la sepoltura reale.
Ritratto di Senwosret III custodito al Metropolitan
Museum of Art (Foto: popular-archaeology.com)
La tomba di Senwosret III è sicuramente il primo esempio di una tomba reale nascosta, un cambiamento nel concetto tradizionale sviluppato nelle antiche piramidi reali. La montagna di Anubis, in pratica, "sostituiva" le piramidi di blocchi di pietra.
Senwosret III è conosciuto grazie a delle iscrizioni su stele di pietra. Egli ampliò i confini dell'Egitto verso sud, avviando campagne militari verso la Nubia, un'antica regione che attualmente corrisponde al Sudan settentrionale. Costruì templi, monumenti e fortezze, molte delle quali sono state definitivamente sommerse quando è stata costruita la diga di Aswan nel 1960.
Si pensa che Senwosret III sia vissuto tra il 1878 e il 1840 a.C. e che fosse figlio di Senwosret II, anche se non se ne ha la certezza assoluta. Ebbe molte mogli, ma non se ne conosce il numero esatto. Gli storici sanno qual è l'aspetto fisico di questo faraone perché di lui sono sopravvissute alcune sculture, due delle quali si trovano al Metropolitan Museum di New York. E' interessante notare come Senworset III fu il primo dei faraoni egizi ad essere raffigurato come un uomo anziano, senza il caratteristico sorriso sul volto. Anche questa è un'innovazione nella ritrattistica egizia. Il volto di Senworset, inoltre, presenta rughe sulla fronte e sopracciglia aggrottate. Le ragioni per questo cambiamento stilistico non sono ancora molto chiare. Gli studiosi azzardano l'ipotesi che all'epoca l'Egitto dovette affrontare un periodo piuttosto difficile e che gli scultori volevano rappresentare, attraverso l'aspetto "anziano" e le rughe, la saggezza del faraone.
I resti del faraone Senebkay (Foto: J. Wegner)
Senwosret aveva due sepolture: una piramide a Dashur, vicino al Cairo, dove fece costruire anche piramidi per sua madre, la sua moglie principale e altre dame reali e la tomba di Abydos, molto più a sud. Ma qual è realmente il luogo in cui venne sepolto? La mummia di Senwosret III non è stata mai trovata. Gli archeologi ritengono che non venne mai sepolto nella piramide costruita a Dashur, dal momento che in essa non sono state trovate ceramiche, detriti o le prove che ci fosse un sarcofago. Ad Abydos, invece, sono stati trovati frammenti di vasi in pietra che solitamente venivano deposti nelle sepolture reali, un indizio che, probabilmente, era quella la reale sepoltura del faraone. Ma malgrado questo la mummia di Senwosret non è stata trovata. Gli studiosi ritengono sia stata distrutta quando antichi tombaroli sono penetrati nella tomba in cerca di tesori.
Il mattone del parto trovato ad Abydos (Foto: J. Wegner)
Oltre alla tomba di Senwosret, la più grande di Abydos, i visitatori potranno avere presto accesso a tre altri antichi luoghi di sepoltura. Il primo è la piccola tomba del faraone Senebkay, nella quale ci sono anche i resti scheletrici del re, che morì intorno al 1650 a.C., circa due secoli dopo Senwosret. Di Senebkay le uniche notizie che si hanno provengono dalla sua sepoltura. Le ossa del re presentano lesioni, che furono la causa della sua morte. Queste lesioni da taglio sono chiaramente visibili sui piedi e sulle caviglie, a suggerire che il faraone venne attaccato dal basso, forse quando si trovava a cavallo, ed anche sul cranio. Probabilmente venne ucciso a colpi d'ascia una volta che cadde a terra da cavallo. Si tratta dei primi resti fisici di un faraone morto in combattimento. A differenza della tomba di Senwosret, quella di Senebkay presenta dei geroglifici alle pareti.
La tomba del faraone Senebkay (Foto: J. Wegner)
Oltre alla sepoltura di Senebkay, saranno presto visitabili due tombe, quella di Neferhotep I e di Sobekhotep IV. Anticamente queste due tombe erano probabilmente delle piccole piramidi, ma della struttura piramidale oramai non sopravvive più nulla.
In tutto la necropoli reale di Abydos contiene le tombe di almeno dodici faraoni, un'intera dinastia perduta, in pratica. Le tombe di Abydos sono più recenti rispetto alla grande piramide di Giza, che risale al 2500 a.C., ma sono più antiche delle tombe della Valle dei Re, che coprono il periodo che va dal 1500 al 1000 a.C.
Quanto è stato trovato nelle tombe di Abydos non sarà mostrato ai visitatori che, come detto, potranno visitare solamente le tre sepolture. Molti oggetti sono attualmente custoditi in un deposito. Uno dei reperti più interessanti è un mattone del parto, il primo del genere mai trovato. E' stato scoperto durante gli scavi di una casa dell'antica città che sorgeva vicino alle tombe. Il mattone presenta la raffigurazione di una donna che tiene in mano un bambino dopo il parto. Nell'antico Egitto le donne, appena entravano in travaglio, si sedevano su questo tipo di mattoni. Testi antichi descrivono, in occasione delle nascite, questi "misteriosi" oggetti ma finora non ne era mai stato trovato uno. Il mattone del parto scoperto ad Abydos risale ad un periodo compreso tra il 1750 e il 1800 a.C. ed è stato rinvenuto 15 anni fa ma non è mai stato esposto al pubblico.
Gli archeologi dell'Università della Pennsylvania continuano a scavare ad Abydos servendosi anche di magnetometri per creare una mappa magnetica della zona: pezzi di vasellame e ceramiche, infatti, hanno una buona conduzione magnetica e possono essere segno di altri oggetti interrati. Il magnetometro è in grado di rilevare anche strutture di mattoni di fango poiché il fango contiene del ferro e la sabbia è costituita principalmente di silice.

Fonte:
popular-arcaheology.com
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